giovedì 10 giugno 2010

Ora è il momento di decidere: più debito, più stimolo, più occupazione?

Brad De Long prosegue dalle colonne di Seekingalpha la sua battaglia a favore degli stimoli all'economia e contro la depression economics: nel suo ultimo post dal titolo We need bigger deficits now sostiene senza mezzi termini che il momento è propizio anche grazie ai bassissimi tassi di interesse che il mercato richiede per finanziare il debito USA: De Long usa un moltiplicatore di 1.5 (!!) per il denaro impiegato dal governo, cioè sostiene che ogni dollaro di ulteriore debito governativo produce 1.5 dollari di aumento del GDP. Non sono competente per sollevare un'obiezione qualificata ma mi sento in dovere di avvertire i lettori meno navigati che si tratta di un punto controverso e politicamente molto sensibile. Un economista meno liberal di De Long abbasserebbe notevolmente questo valore (i libertari più estremisti sostengono addirittura che il moltiplicatore è negativo!). Ciò premesso ecco le conclusioni di De Long:

Each dollar of missing production and each unemployed worker right now is much, much more painful to the country and a much greater loss to human welfare than a dollar of missed production and an unemployed worker in normal times.
The argument for more spending is airtight as long as the arithmetic holds out. That is, until:
  • further increases in the deficit lead to rising expectations of inflation, leading the Federal Reserve to raise short-term interest rates, which then crowds out private-sector investment spending;
or:
  • further increases in the deficit lead to pressure on the federal government’s debt capacity, so that we can no longer finance additional federal government debt at such extraordinarily advantageous interest rates.
Back in December 2008 the incoming Obama National Economic Council feared that an increase in the proposed size of the Obama stimulus program, the ARRA, from $800 billion to $1.2 trillion would bring these factors into play. It is now clear that they were overly pessimistic, in large part because they were overly optimistic about the state of the economy.
Right now, bad politics is undermining good policy, hurting the American economy and legions of unemployed workers. It is long past time for another stimulus package.

Per un'analisi della situazione del mercato del lavoro negli Stati Uniti aggiornata con i dati di venerdì scorso potete leggere questo articolo su Marketwatch: l'incipit dice già tutto...
...
The news on jobs isn't as bad as it seemed on Friday.
It's worse.
President Obama and Treasury Secretary Geithner were trying to putting on a happy face, but the markets weren't buying. They have tumbled worldwide since the latest payroll data.
But instead of overreacting, the markets may only just be waking up to the real bad news

Ma se volete una nota di ottimismo...eccola. Divertente il riferimento all'opacità della BCE.


2 commenti:

giovanni.gambino ha detto...

brad parla degli usa e ha ragione a parlare di più deficit. noi in italia, di austerità ne abbiamo fin sino alla cima dei capelli. a noi servono le riforme. un bell'articolo di economia internazionale che parla dell'italia è stato pubblicato da deaglio presso la stampa.

Stefano Marmi ha detto...

Caro Giovanni,

sono d'accordo con lei. L'Italia ha bisogno di riforme vere. Ho qualche dubbio però che riusciremo a vederle.
Lieto di essere contraddetto dai fatti, che per ora, purtroppo, non fanno che confermare il mio pessimismo.