lunedì 1 novembre 2010

Benjamin Graham, l'analisi finanziaria e il value investing

Un lettore mi ha scritto qualche giorno fa sollecitandomi a scrivere sulla selezione dei titoli azionari (il lettore è particolarmente interessato ai portafogli quantitativi costruiti combinando criteri value e growth come quelli della popolarissima Formula Magica di Joel Greenblatt, autore del Piccolo libro che batte il mercato azionario). E' un argomento che mi piace molto e al quale, nel mio piccolo, dedico un po' di tempo tutte le settimane curando insieme a Factset e all'AIAF la selezione titoli quantitativa che appare nelle classifiche dello Stoxx 600 pubblicata settimanalmente su Plus24.

Proprio perchè questo argomento mi interessa molto mi sembra però una buona idea iniziare dai classici, in modo da poter affrontare al meglio l'argomento dell'analisi e della selezione quantitativa dei titoli. Quando si parla di classici, il maestro al quale tutti fanno riferimento, Greenblatt incluso, è Benjamin Graham.  Graham è considerato il padre dell'analisi finanziaria e di una filosofia di investimento nota come value investing; è l'autore di due famosissimi libri (naturalmente mai tradotti in italiano): Security Analysis (con David Dodd) e di The Intelligent Investor (che sto leggendo in questi giorni, definito da Warren Buffett "il migliore libro sugli investimenti che sia stato mai scritto"). Warren Buffett fu nel 1950-1951  tra gli allievi dei suoi corsi di Security Analysis alla Columbia University ed è stato sicuramente quello che ha avuto maggiore successo nell'applicazione pratica di quanto insegnato da Graham! Greenblatt pure fa riferimento a Graham nel suo libro per spiegare come sia possibile che il mercato a volte offra titoli azionari di qualità a buon prezzo, spiegando la famosissima metafora di Mr. Market e l'indispensabile margin of safety che l'investitore accorto ritiene necessario negli investimenti azionari (cap. 4 dell'edizione inglese):

    One of the greatest stock market writers and thinkers, Benjamin Graham, put it this way. Imagine that you are partners in the ownership of a business with a crazy guy named Mr. Market. Mr. Market is subject to wild mood swings. Each day he offers to buy your share of the business or sell you his share of the business at a particular price. Mr. Market always leaves the decision completely to you, and every day you have three choices. You can sell your shares to Mr. Market at his stated price, you can buy Mr. Market’s shares at that same price, or you can do nothing.
   Sometimes Mr. Market is in such a good mood that he names a price that is much higher than the true worth of the business. On those days, it would probably make sense for you to sell Mr. Market your share of the business. On other days, he is in such a poor mood that he names a very low price for the business. On those days, you might want to take advantage of Mr. Market’s crazy offer to sell you shares at such a low price and to buy Mr. Market’s share of the business. If the price named by Mr. Market is neither very high nor extraordinarily low relative to the value of the business, you might very logically choose to do nothing.
    In the world of the stock market, that’s exactly how it works. The stock market is Mr. Market! If, according to the daily newspaper, General  Motors (
Requiescat in pace, la prima edizione del libro di Greenblatt è del 2005) is selling for $37 per share, you have three choices: You can buy shares in General Motors for $37 each, you can sell your shares in General Motors and receive $37 each, or you can do nothing. If you think GM is really worth $70 per share, then you might consider $37 a ridiculously low price and decide to buy some shares. If you think GM is really worth only $30 or $35 per share (and you happen to own some
shares), you might decide to sell to “Mr. Market” at $37. If you think each share of General Motors is worth between $40 and $45 per share, you may decide to do nothing. At $37 per share, the price is not at a big enough discount for you to buy, nor is $37 a generous enough offer to make you want to sell.
   In short, you are never required to act. You alone can choose to act only when the price offered by Mr. Market appears very low (when you might decide to buy some shares) or extremely high (when you might consider selling any shares you own to Mr. Market).
   Graham referred to this practice of buying shares of a company only when they trade at a large discount to true value as investing with a margin of safety . The difference between your estimated value per share of, say, $70 and the purchase price of your shares of perhaps $37 would represent a margin of safety for your investment. If your original calculations of the value of shares in a company like General Motors were too high or the car business unexpectedly took a turn for the worse after your purchase, the margin of safety in your original purchase
price could still protect you from losing money.


 Spero dunque di avervi convinto come sia utile, ancora una volta, comprendere i classici per poter apprezzare adeguatamente (e profittevolmente) i moderni. Vi invito così a leggere alcune pagine di Graham tra quelle che il web ci mette gratuitamente a disposizione.

Iniziamo da una collezione di articoli di Graham, scritti tra il 1930 e il 1974, che bene illustra le sue idee sul mercato azionario, la valutazione dei titoli e la costruzione del portafoglio. Il merito di questa collezione va al sito di valuehuntr.com che peraltro ha una eccellente pagina piena di articoli di Graham, Buffett, Klarman, Munger e Schloss dedicati al value investing.

Benjamin Graham booklet

A questo punto, se volete fare sul serio, vi sarete convinti della necessità di analizzare seriamente i bilanci delle società e sarete alla ricerca di una guida. Il problema è che ce ne sono troppe....rimanendo fedeli al nostro amore per i classici, ecco il meglio che mi è possibile trovare gratuitamente sul web: The Interpretation of Financial Statements dello stesso Graham, nella sua seconda edizione del 1955. E' un libro al quale sono particolarmente affezionato perchè è stato il primo libro di analisi finanziaria che ho letto. 
Benjamin Graham - Interpretation of Financial Statements

Infine vi lascio con dieci lezioni intitolate Current Problems in Security Analysis che Graham ha tenuto tra il settembre del 1946 e il febbraio del 1947 al New York Institute of Finance. Lo stile dell'autore è davvero notevole: la lettura è divertente, un risultato sorprendente se si tiene conto che gli argomenti trattati non sono proprio tra i più leggeri.

Rediscovered Benjamin Graham - 1945 Lectures - Benjamin Graham

2 commenti:

tyu ha detto...

Veramente io ho tradotto tutto "The Intelligent Investor, ed. 1949", ma non ho trovato nessun editore che me lo pubblicasse.

Gianmarco Oliva ha detto...

Ciao tyu, anche io sto traducendo the intelligent investor, anche se non l'edizione del 1949, ci possiamo mettere in contatto per confrontarci?